Stasi è in attesa del provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Milano sull’affidamento in prova ai servizi sociali. I giudici, dopo l’udienza che si è svolta nel pomeriggio, sono tecnicamente in riserva dopo la camera di consiglio, e dovrebbero depositare l’ordinanza entro cinque giorni. Dalla Procura è arrivato parere positivo

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Alberto Stasi verso l’uscita dal carcere e l’affidamento in prova ai servizi sociali. Il 42enne (condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi) è ancora in attesa del provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Milano sull’affidamento in prova ai servizi sociali. I giudici, dopo l’udienza che si è svolta nel pomeriggio, sono tecnicamente in riserva dopo la camera di consiglio, e dovrebbero depositare l’ordinanza entro cinque giorni. Dalla Procura generale, diretta da Francesca Nanni e col sostituto pg Valeria Marino, è arrivato parere positivo per la sua buona condotta da detenuto, anche in semilibertà, in questi anni e per le relazione positive dell’equipe del carcere di Bollate. Parere che, assieme ai tempi (fine pena nel 2028) e ai benefici già ottenuti (prima il lavoro esterno e poi la semilibertà) porta come una sorta di automatismo all’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare la pena residua.

Famiglia Poggi: “La condanna di Stasi resta”

“Stasi ha diritto, come ogni condannato, alla possibilità di beneficiare della misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali avendo un residuo pena inferiore ai quattro anni. Questo non lo rende ancora un uomo libero e la condanna resta, sia formalmente che sostanzialmente” è il commento della famiglia Poggi alla notizia del parere favorevole della Procura. “A noi – hanno precisato i familiari di Chiara tramite gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna – interessa che le sentenze abbiano accertato la verità sull’omicidio di Chiara, quanto al percorso rieducativo è appunto il Tribunale di Sorveglianza a doverlo stabilire”.

Iter slegato dal processo di revisione del processo

L’iter sull’affidamento è del tutto slegato dal procedimento di revisione del processo e della condanna a 16 anni di reclusione, definitiva dal 2015, per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi. Delitto che, secondo la nuova inchiesta della Procura di Pavia, ha un altro responsabile, al posto suo, ossia Andrea Sempio, l’amico storico del fratello della 26enne. Dopo che i legali Giada Bocellari e Antonio De Rensis avranno depositato l’istanza, partirà quel procedimento davanti alla Corte d’Appello di Brescia, in attesa anche delle mosse della Procura generale milanese, con la procuratrice Francesca Nanni e l’avvocato generale Lucilla Tontodonati, a cui i pm pavesi hanno sollecitato la richiesta di revisione. Intanto, la stessa Procura generale, con la sostituta pg Valeria Marino, si è presentata in aula oggi per dare l’ok all’istanza dei difensori per la scarcerazione e l’affidamento.

L’udienza davanti al tribunale di sorveglianza

Davanti al Tribunale di Sorveglianza (presidente Marcello Bortolato) c’era anche l’ex bocconiano, da tre anni ormai anche contabile in una società finanziaria in centro a Milano. Ha risposto, come sempre accade in questi casi, alle domande dei magistrati che di solito vertono sulla vita in carcere, sul lavoro e sui comportamenti dietro le sbarre. A lui, in particolare, ne sono state poste pochissime e l’udienza a porte chiuse è durata circa mezz’ora.

La pg Marino ha dato parere favorevole, parlando a braccio e sottolineando la buona condotta del 42enne, le relazioni positive dell’equipe del carcere e, in particolare, dell’area educativa, ma anche il comportamento tenuto dal condannato dopo un’intervista televisiva del marzo dello scorso anno, per la quale la Procura generale milanese aveva chiesto di annullare con rinvio il provvedimento con cui Stasi aveva ottenuto la semilibertà nell’aprile 2025.

La Cassazione, però, l’aveva confermata. Sempre la pg ha messo in luce anche il fatto che l’ex bocconiano con rispetto si è presentato davanti ai magistrati, si è dimostrato pronto al confronto e ha avuto un atteggiamento pacato. Tra l’altro, non ha rilasciato più interviste e, sempre secondo il parere positivo, ha accettato la condanna, anche se ovviamente continua, come dall’inizio del giallo di Garlasco, a proclamarsi innocente. E con i proventi della sua attività lavorativa sta risarcendo i familiari di Chiara.

Quando sarà depositato, entro cinque giorni, il provvedimento, dopo la camera di consiglio del pomeriggio per la decisione, Stasi potrà continuare a lavorare e, come avviene in questi casi, per lui si affiancherà anche un percorso di volontariato. Il Tribunale indicherà le prescrizioni, come l’orario di rientro, il fatto che non potrà lasciare l’Italia, né semmai pure rilasciare interviste. Tecnicamente non sarà libero. Finirà di scontare la pena in affidamento, misura alternativa al carcere che può essere revocata se non si rispettano indicazioni e prescrizioni. Il percorso di affidamento dovrebbe durare un paio di anni. Il suo fine pena è previsto, al netto di ulteriori benefici, per il 2028.

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