Secondo un rapporto pubblicato oggi dal Programma Alimentare Mondiale (WFP), oltre 18 milioni di persone in Etiopia, Somalia e Kenya rischiano la fame a causa di una combinazione di siccità, conflitti e inflazione globale.
Le scorte alimentari sono ai minimi storici e i prezzi dei cereali sono aumentati del 40% rispetto al 2025.
Il direttore del WFP, Cindy McCain, ha dichiarato che “la crisi è ormai fuori controllo e servono fondi urgenti per evitare una catastrofe umanitaria”.
🌾 Le cause della crisi
Il rapporto individua tre fattori principali:
- Siccità prolungata dovuta al cambiamento climatico;
- Conflitti locali che ostacolano la distribuzione degli aiuti;
- Aumento dei costi energetici e dei trasporti dopo le tensioni nel Golfo.
In Somalia, oltre 2 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta, mentre in Etiopia le riserve di grano sono quasi esaurite.
💰 Appello internazionale per nuovi fondi
L’ONU ha chiesto 1,2 miliardi di dollari di aiuti immediati per sostenere i programmi alimentari nei prossimi tre mesi.
L’Unione Europea ha già promesso 200 milioni, mentre gli Stati Uniti stanno valutando un pacchetto di assistenza agricola e logistica.
🧭 Conclusione
La crisi alimentare in Africa orientale è una delle più gravi degli ultimi dieci anni.
Il WFP avverte che, senza interventi rapidi, “entro luglio milioni di persone potrebbero trovarsi in condizioni di fame estrema”.
Il mondo guarda all’ONU per una risposta coordinata.

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